La mia foto della libellula sulla Copertina di Art Gallery 

Le mie foto dei 3 cani sulla Copertina di FineArt Emotion

Selezionata per la sezione "Street e Reportage"

Le mie foto Street e Campagna nella nebbia sulla Copertina di FineArt Emotion

Selezionata per la sezione "Conceptual" su FineArt Emotion

Selezionata per la sezione "Street" su FineArt Emotion

La mia foto delle Ballerine sulla Copertina di FineArt Emotion


La mia foto delle Ballerine sulla Copertina di FineArt Emotion-Bianco e Nero

Foto del Giorno/Picture of the Day
28/04/2013
Emanuele Rossi

Complimenti all'Autore, dallo staff
 

La mia foto della libellula blu sulla copertina di FineArt Emotion

Selezionata per la sezione "Paesaggio e Naturalistica"
Emanuele Rossi

Complimenti all'Autore dallo staff

La mia foto dell'uomo che guardi glia nnunci elettorali sulla copertina di FineArt Emotion

Selezionata per la sezione "Conceptual"
Emanuele Rossi

Complimenti all'Autore, dallo staff
 


Pensieri

Immagino sempre una famiglia dopo 50 anni riunita

e quei bambini, delle mie foto che sono già diventati genitori;

e quei genitori che sono diventati nonni;

e ci sono già tanti altri bambini che corrono da una parte all’altra.

A quel punto qualcuno si ricorda di tirare fuori un album, con una sessione di foto scattate molto tempo prima.

E tutti si siedono insieme, riuniti attorno a quelle memorie…..

L’emozione è semplicemente inevitabile, lacrime, sorrisi, e se non ci fosse il rischio di apparire pretenziosi, risate.

Questa possibilità dei nipoti di vedere i nonni come dei padri e i genitori come figli mi incanta e riempie il mio cuore di orgoglio

Ed è questo: il mio hobby/lavoro/passione è proprio in questo, attraverso il tempo,

facendo che i momenti possano durare in eterno.

E’ per questo che amo moltissimo quello che faccio,

perché non è qualcosa di passeggero, non è moda…...è vero, ed è per sempre.

 

 


Si diventa autori e fotografi, quando si smette di pensare ai mega pixel, alle ultime novità e alle potenzialità delle ottiche....


Nikon Vs Canon

Nikon o Canon? Canon o Nikon? e le Sony le Pentax e le Olympus dove le mettiamo?Dite la verita, quante volte vi hanno chiesto: “scatti con Canon?”; “scatti con Nikon?”.Sono seriamente convinto che chiamare Nikonista o Canonista un fotografo sia un vero e proprio insulto, un modo per etichettare un appassionato (professionista o meno) che semplicemente toglie all’interessato ogni possibilità di scelta ragionata e intelligente.

Leggendo queste prime righe avrete capito il mio punto di vista, dato che è un argomento che mi infastidisce non poco, direi di andare subito al nocciolo della questione: nel 99% dei casi, chi è orgoglioso della propria “fede fotografica” non ha nemmeno idea della differenza tra un sensore CMOS e uno CCD (CMOS usato prevalentemente da CANON e CCD da Nikon) quindi su cosa si basa questa presunta superiorità di un marchio rispetto ad un altro?Mi prendo la presunzione di spiegarvelo io: molti fotografi pensano che la qualità vada di pari passo con l’aumentare del prezzo di un prodotto. Niente di più sbagliato visto che ho avuto la fortuna di comprare un 50mm Canon f/1.8 a 80 euro ed è una delle ottiche che più mi da soddisfazioni, provare per credere.
Poi ci sono quelli convinti che il maggior numero di fotocamere vendute da un’azienda possa essere un sintomo di qualità e affidabilità…mentre è solo un sintomo di un’ottima campagna pubblicitaria. 
Il terzo tipo di fanatici sono quelli più difficili da contraddire, ovvero “quelli dei test comparativi” andiamo a vedere come agiscono…il motto di battaglia di questi personaggi è rappresentato dalla seguente frase: “prima scattavo con Nikon, ora con Canon…guarda che differenza!!” oppure “Guarda questa foto scattata con Nikon, con Canon te la scordi una qualità del genere!”.Immagino che voi sappiate benissimo che la qualità, la nitidezza e la risoluzione di una foto dipendono da un’infinità di fattori che sono legati solo in parte all’attrezzatura utilizzata, vi elenco i più importanti:
Fotocamera: Numero di megapixel, tipo di sensore, dimensione del sensore, gestione del valore ISO agli alti livelli, usabilità del menu, impugnatura, grandezza e risoluzione dell’LCD etc…Ottica utilizzata: Valore di apertura massima del diaframma, stabilizzatore, lunghezza focale, distorsione, vignettatura, etc…Dati di scatto: Apertura di diaframma utilizzata, valore ISO, esposizione, etc…

 Se volessi veramente paragonare due marchi, dovrei farlo mettendo sul banco di prova due fotocamere che abbiano quantomeno caratteristiche simili: una fotocamera professionale Nikon sarà senza ombra di dubbio più performante di una reflex economica Canon. Stesso discorso per le ottiche utilizzate e per i dati di scatto che devono necessariamente essere i medesimi per una prova corretta…ne vale la pena? forse no.
Quando comprai la mia prima Reflex digitale feci questo semplice ragionamento: posso spendere tot, vediamo quale marchio mi offre la soluzione migliore.Conosco fotografi che hanno deciso di comprare una fotocamera piuttosto di un altra solo perchè aveva lo schermo lcd orientabile o un’impugnatura che per loro era più comoda: come dargli torto? nessuno li paga per scegliere una marca in particolare!
Girando su Flickr è facile capire che sono le capacità di un fotografo a fare la differenza, ci sono infatti bellissime foto scattate con reflex di fascia bassa e foto particolarmente mediocri scattate con il top della gamma.
Mi viene in mente un esempio molto simpatico che racconto spesso durante le mie mostre: pensate se dopo una cena a casa vostra qualcuno si avvicini a vostra madre e gli dica: “Il pranzo era buonissimo…con che padelle cucini?” ecco, la cuoca avrebbe le sue ragioni per tirargli un padella in testa! 
Credo che trarre soddisfazione dal proprio lavoro sia una delle cose più importanti, il bello della fotografia è che per esprimerla basta un foro stenopeico e tanta passione…quindi se posso permettermi di darvi un consiglio: cercate di non essere pedine del marketing o di fotografi discutibili e saccenti che tifano per una marca o per un’altra, per un tipo di effetto o per un altro.La fotografia è quello che solo voi siete riusciti a vedere, rendetela unica come lo sono i vostri occhi anche con l’aiuto della post-produzione se volete: dopo tutto anche i fotografi che scattano in pellicola durante lo sviluppo possono divertirsi a modificare le loro foto 
L’importante è il risultato…o no?


Canon vs Nikon: la veritàScritto il 28/06/2011 da Michele Cirillo

 


La fotografia di reportage

Da un'esperienza personale, da ciò che ho visto e fotografato:

Il tempo passa, il progresso avanza e i media fanno sempre più informazione; e quest'informazione raggiunge sempre più persone, di tutte le età, estrazione e ceto sociale.

Purtroppo però, anche se già dalla scuola riceviamo degli isegnamenti, delle linee comportamentali corrette, alle volte la vita ci porta a prendere strade sbagliate, imbocchiamo corridoi sbagliati e apriamo porte da lasciare chiuse. Entriamo in luoghi di degrado assieme a compagnie sbagliate con cui condividiamo lacci emostatici e la preparazione di ciò che poi, facendone uso, ci ucciderà; e la porta di uscita rimarrà chiusa con noi all'interno, oramai chiusi in una gabbia senza via d'uscita......

 

La Gabbia

 


La fotografia

Raccontare una storia in un solo scatto è una sfida che non è facile. 
In confronto, perfezionare gli
 aspetti tecnici di un'immagine diventa un gioco da ragazzi. 
Ma si tratta di una ricerca continua, in cui bisogna perseverare facendo prove, migliorandosi continuamente. 
Questa sfida fotografica può cambiare il modo in cui si scatta qualunque immagine, sia la foto dei vostri bambini, della vostra famiglia, della natura. 
La chiave è trasmettere il significato a chi guarda, per aiutarli a capire quello voi avete percepito e voluto raccontare del soggetto ritratto.

Una "bella" fotografia per essere tale deve trasmettere emozioni, e quando almeno una delle persone che l'hanno osservata ha capito e provato ciò che io ho voluto raccontare, allora ho raggiunto il mio scopo.

 

Commenti: 1
  • #1

    Simone (lunedì, 26 settembre 2011 12:35)

    Il tuo vecchio sito era molto piacevole, soprattutto per il layout con toni scuri, neri,che facevano risaltare le immagini.
    questo invece ha un tocco di originalità, di modernità.
    Queste linee frastagliate mi piacciono molto;anche l'impostazione del menu è molto carina, piacevole e al tempo stesso elegante.
    un'impostazione quasi "giornalistica".

    Saluti

Cos'è la fotografia

La parola fotografia deriva da due parole greche: luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphis). Fotografia significa quindi scrittura (grafia) con la luce (foto). La fotografia nasce dai risultati ottenuti sia nel campo dell'ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia in quello della chimica, con lo studio delle sostanze fotosensibili. La prima camera oscura fu realizzata molto prima che si trovassero dei mezzi chimici per fissare l'immagine ottica in essa prodotta; il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Nicéphore Niépce, cui convenzionalmente viene attribuita l'invenzione della fotografia, anche se studi recenti rivelano tentativi precedenti, come quello di Thomas Wedgwood[4].

Nel 1813 Niépce iniziò a studiare i possibili perfezionamenti alle tecniche litografiche, interessandosi poi anche alla registrazione diretta di immagini sulla lastra litografica, senza l'intervento dell'incisore. In collaborazione con il fratello Claude, Niépce cominciò a studiare la sensibilità alla luce delcloruro d'argento e nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, forse, con cloruro d'argento.

L'immagine non poté essere fissata completamente, e Niépce fu indotto a studiare la sensibilità alla luce di altre sostanze, come il bitume di Giudea, che diventa insolubile in olio di lavanda dopo l'esposizione alla luce.

La prima produzione con la nuova sostanza fotosensibile risale al 1822. Si tratta di un'incisione su vetro raffigurante papa Pio VII. La riproduzione andò distrutta poco dopo e la più antica immagine oggi esistente fu ottenuta da Niépce nel 1826, utilizzando unacamera oscura il cui obiettivo era una lente biconvessa, dotata di diaframma e di un basilare sistema di messa a fuoco. Niépce chiamò queste immagini eliografie.

Nel 1829 fondò con Louis Daguerre, già noto per il suo diorama, una società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche. Nel 1839 il fisico François Arago presentò all'Accademia delle Scienze di Parigi il brevetto di Daguerre, chiamato dagherrotipia; la notizia suscitò l'interesse di William Fox Talbot, che dal 1835 testava un procedimento fotografico, la calotipia, e di John Herschel, che lavorava, invece, su carta trattata con sali d'argento, utilizzando un fissaggio a base di tiosolfato sodico.

Nello stesso periodo, a Parigi, Hippolyte Bayard ideò una tecnica usando un negativo su carta sensibilizzata con ioduro d'argento, dal quale si otteneva poi una copia positiva. Bayard fu però invitato a terminare gli esperimenti per evitare una concorrenza con Daguerre.

Lo sviluppo della dagherrotipia fu favorito anche dalla costruzione di apparecchi speciali dotati di un obiettivo a menisco acromatico ideato nel 1829 da Charles Chevalier.

Tra il 1840 e il 1870 i processi e i materiali fotografici vengono perfezionati:

  • nel 1841 François Antoine Claudet rinnova la ritrattistica introducendo lastre per dagherrotipia a base di cloruro e ioduro d'argento, che consentono pose di pochi secondi;
  • nel 1851 Frederick Schott Archer propone il procedimento al collodio che sostituisce la dagherrotipia e la calotipia.
  • Tra il 1851 e il 1852 vengono introdotte l'ambrotipia e la ferrotipia, per ottenere positivi apparenti incollando un negativo su lastra di vetro a un supporto di carta o panno neri, o di metallo brunito;
  • nel 1852 viene istituita a Firenze la più antica azienda al mondo nel campo della fotografia: la Fratelli Alinari.
  • Nel 1857 compare il primo ingranditore a luce solare a opera di J. J. Woodward;
  • nel 1859 R. Bunsen e H. E. Roscoe realizzano le prime istantanee con lampo al magnesio. Le prime immagini a colori per sintesi additiva si devono a J. C. Maxwell (1861), mentre quelle per sintesi sottrattiva sono state introdotte da Louis Ducos du Hauron (1869). R. L. Maddox porta una novità: le lastre con gelatina animale come legante.
  • Infine, nel 1873 H. Vogel scopre il principio della sensibilizzazione cromatica e realizza le prime lastre ortocromatiche.

FONTE WIKIPEDIA